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Canzone per l'estate

Ora che viene l'inverno, dedico una piccola strofa di Canzone per l'estate a una persona che forse non la leggerà mai. Ed è un peccato.
Perché la canzone mi ha fatto pensare a lui. Stranamente, visto che parla di una vita che lui non vuole, e sono sicura che ogni volta che la sente pensa di essere fortunato, perché lui ha altri progetti per la sua vita. Progetti che non prevedono una moglie, un figlio, una mediocre normalità.

Peccato che quando uno ha un animo piccolo piccolo può anche scappare in Brasile, ma non riuscirà comunque a scappare da se stesso.

Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali
e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali
con il tuo collezionismo
di parole complicate
la tua ultima canzone per l'estate.
Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali
con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori
col tuo freddo di montagna
e il divieto di sudare
e più niente per poterti vergognare
Com'è che non riesci più a volare... 

Pubblicato il 22/10/2007 alle 20.11 nella rubrica Diario.

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